venerdì, 24 novembre, 2017

Cinema di Strada

ESSERE JOHN MALKOVICH

 

Essere John Malkovich

GENERE: Grottesco

           ANNO: 1999

           REGIA: Spike Jonze

           SCENEGGIATURA: Charlie Kaufman

           ATTORI: John Cusack, Catherine Keener, Cameron Diaz, John Malkovich, Orson Bean, Mary Kay Place, Charlie Sheen, Ned Bellamy

           FOTOGRAFIA: Lance Acord

           MONTAGGIO: Eric Zumbrunner

           MUSICHE: Carter Burwell

           PRODUZIONE: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL E PROPAGANDA FILMS SINGLE CELL PICTURES

           DISTRIBUZIONE: UNIVERSAL PICTURES INTERNATIONAL – UNIVERSAL VIDEO

           PAESE: Gran Bretagna, USA

           DURATA: 112 Min

 

Son’io in terra, in cielo o all’inferno? 
Sogno, o son desto? pazzo oppure in senno? 
Da essi conosciuto, e a me dissimulato! 
Dirò che sono quel che dicon loro, 
e, così seguitando, 
alla ventura in questa nebbia vado.(W. Shakespeare)

Craig Schwartz (John Cusack) è un burattinaio di scarso successo ma dal grande talento(vedere per credere), sposato con Lotte (Cameron Diaz).

Casualmente un giorno Craig scopre dietro ad un mobile un passaggio che gli consente di ritrovarsi dentro la testa del famoso attore John Malkovich!

Essere John Malkovich è un viaggio meta-cinematografico, in bilico tra fantasia, schizofrenia, surrealismo, grottesco e dramma psico-sentimentale. Come è potuto accadere tutto ciò in un unico film? Grazie alla geniale coppia Kaufman/Jonze. L’esordio folgorante di Jonze non si è affievolito negli anni dando un contributo rilevante alla cinematografia contemporanea. Vedi (Il Ladro di orchidee, Nel paese delle creature selvagge, Lei)

Essere John Malkovich vuol dire essere ricchi, famosi e affascinanti.

Significa entrare di prepotenza nello star system hollywoodiano dove Malkovich è mezzo piano sopra i famosi Brad Pitt, Sean Penn e company.

Essere John Malkovich significa anche essere un corpo vuoto, un burattino in balia delle necessità commerciali e pubblicitarie. È un veicolo verso la felicità effimera e personale.  Un mezzo di appagamento lavorativo, sensuale, sessuale, sociale e spirituale.

Essere John Malkovich è anche uno specchio in cui si riflette una società insoddisfatta, cinica e vorace. Uno specchio che aiuta a riflettere su se stessi e trovare la propria affinità e il proprio posto in questo mondo.

Tutte queste riflessioni scaturiscono da un film  dal taglio di commedia di classe, attraverso una serie di ambienti e scene surreali che si accavallano rapidamente tra loro, creando un rimando ideale ai grandi maestri confrontatisi con il tema sogno/realtà (Fellini e Bunuel).

 

Mimmo Di Gennaro

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