lunedì, 25 settembre, 2017

Cinema di Strada

L’INFERNALE QUINLAN

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L’infernale Quinlan

Titolo OriginaleTouch of Evil

RegiaOrson Welles

CastOrson Welles, Charlton Heston, Janet Leigh, Marlene Dietrich

Anno Uscita: 1957

Genere: Giallo Poliziesco

Durata: 112’

 

“Il film noir è il solo grande cinema popolare, un teatro dell’arte che capiscono e gustano insieme il camionista e il poeta, l’adolescente incolto e il borghese dai gusti sofisticati. La paura unisce…”.(Norman Mailer)

 

L’infernale Quinlan” (Touch of evil), diretto dal grande Orson Welles nel 1958. è un capolavoro del noir che segna allo stesso tempo la conclusione del periodo classico del genere“.

Classificato generalmente come genere noir che convenzionalmente inizia nel 1941, anno di uscita de “Il mistero del falco” (John Huston) interpretato da Humphrey Bogart – in cui viene dipinto un mondo alla deriva nel difficile momento a cavallo della seconda guerra mondiale.

Il genere noir era ritenuto un genere di serie B e realizzato spesso a basso costo, il noir si contrapponeva ai classici gialli inglesi quasi sempre ambientati in suntuose dimore di campagna e con personaggi di estrazione borghese. Si deve alla critica francese il merito di aver codificato il fenomeno noir cogliendone le tematiche ricorrenti: la violenza, il terrore del passato, l’ambiguità morale dei protagonisti, il brutale realismo delle vicende. Le figure chiave sono spesso: investigatore privato, il gangster, la dark-lady o la femme-fatale analizzati nella loro psicologia. L’ambiente in cui agiscono tutti questi personaggi stereotipati è sempre la metropoli uggiosa e notturna con i suoi vicoli bagnati dalla pioggia e i bar equivoci.

 

Oltre a questi aspetti contenutistici il genere noir si contraddistingue per alcune caratteristiche di tipo formale, a volte innovative, quali la voce over, il flashback, l’illuminazione a bassa intensità dove la macchina da presa è spesso posta in posizione diagonale con forti grandangoli per accentuare il punto di vista emotivo del protagonista.

La suggestiva fotografia in bianco e nero con le ombre che si stagliano nelle vie della città o sulle pareti di stanze con soffitti oppressivi, contribuisce a mettere in scena la manichea lotta tra Bene e Male.

Tutto questo anche grazie all’ambiguo personaggio interpretato dal regista, un poliziotto disonesto e tormentato dal passato che manifesta un briciolo di umanità solo quando va a trovare la prostituta-chiromante Tanya (una bruna Marlene Dietrich che fu inserita nel film in un momento successivo) che profetizza a Quinlan: “tu non hai futuro”.

Chiunque ama il cinema non può prescindere da questo concentrato di virtuosismo e di esasperato barocchismo wellessiano: distorsione delle immagini,primissimi piani, montaggio alternato, uso frequente della profondità di campo ed efficacissimi movimenti di camera che culminano nell’ubriacante (“orgasmico” per il cinefilo più forsennato) piano-sequenza iniziale di 3’e 20″!

Mimmo Di Gennaro

 

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